L’arte del fumetto è inferiore, uguale o superiore a quella della letteratura?
Cari amici di Letteratitudine, tempo fa avevamo già avuto modo di trattare il tema Letteratura e fumetti. Adesso mi piacerebbe approfondire ulteriormente l’argomento e creare, contestualmente, una sorta di spazio permanente sulla suddetta tematica. L’occasione ce la forniscono una interessante pubblicazione di Annalisa Stancanelli: Vittorini e i balloons (Bonanno) e una rivista che ha a cuore sia i fumetti sia la letteratura: Mono. Nel post avrete modo di leggere un saggio firmato dalla Stancanelli (sul rapporto tra Elio Vittorini e i fumetti) e un articolo di Angelo Orlando Meloni su Mono (che privilegia il numero della rivista dedicato alla letteratura). Uno spazio sempre aperto, dicevo, sul tema (e sul rapporto) letteratura/fumetti dove - periodicamente - inviterò alcuni ospiti a partecipare alla discussione. Vi invito, dunque, a discutere sia su “Vittorini e i fumetti” e sulla rivista “Mono”, sia - più in generale - sull’argomento Letteratura e fumetti, letteratura a fumetti. E ora… alcune domande, formulate nella speranza di favorire la discussione (vi invito a rispondere… se ne avete voglia, s’intende): L’arte del fumetto è inferiore, uguale o superiore a quella della letteratura? “I fumetti sono più per i ragazzi, la letteratura è più per gli adulti”: questa frase è un luogo comune o nasconde un fondo di verità? Che rapporto avete con le “grapich novel” (romanzi a fumetti)? Cos’è che un romanzo a fumetti non potrà mai eguagliare in un classico romanzo? E, viceversa, cos’è che un romanzo tradizionale non potrà mai eguagliare in un romanzo a fumetti? Qual è il personaggio dei fumetti che preferite? In generale, lo “spessore” dei più grandi personaggi dei fumetti può essere paragonato a quello dei più grandi personaggi dei romanzi tradizionali? Ed ecco il link del post: http://letteratitudine.blog.kataweb.it/2009/10/19/letteratura-e-fumetti-letteratura-a-fumetti/
UN BREVE COMMENTO DI SALVATORE ARMANDO SANTORO
WEBMASTER DI ww.circoloculturaleluzi.net
Quest'argomento lo trovo molto interessante. Penso che nella crisi attuale e generazionale nei confronti della lettura, il fumetto possa rappresentare un ottimo espediente per infondere soprattutto nelle nuove generazioni, in modo direi piacevole, l'amore per la storia della letteratura e per i personaggi che la animano. Vi sono tanti autori che, se “fumettati”, forse invoglierebbero poi i giovani alla lettura della loro produzione artistica e letteraria. Mi riferisco a personaggi come Rimbaud, Baudelaire, Verlaine, ecc... Attraverso l'approfondimento delle loro vite contorte, magari i giovani potrebbero scoprire anche le loro opere e potrebbero innamorarsene diventando a loro volta poeti od amanti della letteratura. D'altro canto vi sono già altri esperimenti del passato che direi hanno lasciato un buon segno su me stesso (che ero un mangiatore di libri) e che, pertanto, posso valutare in modo positivo quella esperienza. Mi riferisco in primis alla bibbia illustrata, pubblicata tantissimi anni indietro dalle Edizioni Paoline, poi alla storia romana ed anche alla esperienza dei Promessi Sposi pubblicata a fumetti in un volumetto di edizioni economiche di qualche anno indietro della Mondadori. In tempi più recenti mi sembra di aver letto altre esperienze simili ad esempio sulla storia della Resistenza curata e diffusa dalla Coop all’interno dei suoi supermercati. Insomma, il fumetto come mezzo figurato per trasmettere la scrittura. Mi riprometto di approfondire questo argomento appena possibile, ma ritengo che l’idea di Massimo Maugeri debba essere diffusa su altri portali letterari e, chi riceverà la presente, potrebbe ripubblicarla se ha la possibilità di farlo. Vedremo alla fine cosa ne salterà fuori. Ma penso che chi abbia lanciato questa idea potrebbe trovare consensi soprattutto all’interno degli ambienti scolastici e, principlamente, nella scuola primaria. Ormai l'immagine sta conquistando spazi sempre più ampi tramite le trasmissioni televisive. Per me potrebbe essere impiegata per fissare nella mente (come una pellicola fotografica) una materia che la maggioranza dei letterati pensa non possa uscire fuori dai tradizionali binari della scrittura. Staremo a vedere fra qualche anno cosa succederà. E se ciò servisse per rilanciare la produzione libraria utilizzando appunto lo strumento del fumetto? Io dico che non sarebbe un'idea malvagia.
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Por lobogabriel - 22 de Octubre, 2009, 7:20, Categoría: periodico
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